Come creare una landing page orientata alla conversione
A vendere su una landing page non è il design ma l'ordine: una promessa, un modulo, una velocità. Una guida passo passo su struttura, testo e modulo.
Team rabbitclipPubblicato: 5 min di lettura
In breve
Il compito di una landing page non è convincere il visitatore di tutto ciò che riguarda un'azienda; è rendere facile una sola decisione, compilare un modulo, chiamare o prenotare. Più una pagina resta ancorata a quell'unica decisione, più tende ad alzarsi il tasso di conversione; più messaggi, più link e più offerte sulla stessa pagina spesso significano che il visitatore se ne va senza sceglierne nessuna.
È una regola diversa da quella di una homepage. Una homepage racconta l'intero marchio; una landing page risponde alla promessa unica di un annuncio o di una campagna. Confondere le due cose fa finire il budget pubblicitario in quella che di fatto è una brochure generica, con un tasso di conversione debole come risultato.
Di seguito le quattro componenti di una landing page: struttura, testo, modulo e velocità, trattate una alla volta.
Struttura: in che ordine si legge una pagina
Un visitatore non legge dall'alto verso il basso; scorre prima il titolo e l'immagine, e scende solo se quel primo sguardo lo convince. Per questo la parte visibile senza scorrere deve avere tre cose: un titolo chiaro, un sottotitolo breve e una call to action visibile.
Se la pagina di campagna di un operatore di viaggi per l'Umra porta un titolo generico come «pacchetti Umra», il visitatore non capisce quale offerta ha davanti. Il titolo dovrebbe riprendere esattamente la promessa su cui si è cliccato dall'annuncio, ad esempio il nome e la durata di un pacchetto specifico per un intervallo di date preciso.
Testo: quante parole bastano
La lunghezza del testo dipende dal prodotto; un servizio costoso o poco conosciuto richiede più spiegazioni, uno noto si vende con meno testo. Non esiste una regola fissa, ma ogni frase dovrebbe rispondere a una domanda: cos'è, per chi, quando, e cosa porta.
Un errore comune nella pagina di servizio di un'azienda di facility management è parlare dell'azienda stessa; frasi come «operiamo in questo settore da dieci anni» non rispondono alla domanda del visitatore. La domanda del visitatore riguarda il proprio edificio; il testo dovrebbe partire da lì.
Modulo: quanti campi chiedere
Ogni campo aggiuntivo in un modulo è un punto di attrito. Nome, telefono e, se serve, un campo di preferenza bastano per la maggior parte delle campagne; indirizzo, ruolo o budget possono essere chiesti dopo, in una chiamata.
Anche cosa succede dopo l'invio del modulo fa parte del design: una pagina di ringraziamento, un messaggio di conferma o una descrizione chiara del passo successivo. Senza questo, il visitatore resta incerto se l'invio sia andato a buon fine, e a volte lo ripete.
Velocità ed elementi che distraggono
Su una landing page, il menu superiore, i link esterni e le icone social vengono di solito rimossi; offrono al visitatore una via d'uscita. L'unica uscita della pagina dovrebbe essere il modulo stesso o il numero di telefono.
- Nessun menu superiore che rimanda ad altre pagine del sito
- Una sola call to action ripetuta (in alto, al centro, alla fine)
- La pagina carica in fretta; immagini pesanti e script non necessari costano di più qui perché gran parte del traffico arriva da annunci a pagamento
- I campi del modulo su mobile sono grandi e facili da toccare
Quali landing page vale la pena testare
Non tutte le pagine hanno bisogno di un test; oltre una certa spesa pubblicitaria, si possono confrontare due titoli o due impostazioni di modulo (un test A/B). Con un budget ridotto il traffico non basta per un risultato affidabile, quindi la pagina segue le buone pratiche note e viene rivista ogni poche settimane.
Dove va collocata la riprova sociale
Una recensione, un numero (quante persone sono state servite, ad esempio) o il logo di un cliente riconoscibile contano tutti come riprova sociale che riduce l'esitazione di un visitatore, ma la posizione conta. Una sola recensione forte accanto al modulo o alla call to action pesa più di dieci recensioni ammassate in fondo alla pagina.
Se la pagina di campagna di una società di noleggio auto si appoggia a un numero, un tasso di soddisfazione, ad esempio, quel numero ha bisogno di una fonte visibile; una percentuale senza fonte genera più dubbio che fiducia. Senza un numero reale da citare, una frase concreta di un cliente risulta sempre più credibile.
Il numero di telefono è toccabile: chiamata con un tocco su mobile
La maggior parte dei visitatori mobile preferisce toccare un numero di telefono e chiamare direttamente piuttosto che copiarlo e comporlo a mano; se il numero non è codificato come link toccabile, questo passaggio si perde e il visitatore deve salvarlo a mano.
Se toccare il numero sulla landing page di intervento urgente di un'azienda di facility management avvia subito la chiamata, questo dettaglio tecnico di una riga può salvare una richiesta reale; la stessa logica vale per un link WhatsApp.
Sembra un dettaglio minore, ma viene tralasciato senza test; prima che una landing page vada online, conviene verificare che numero di telefono, indirizzo email ed eventuale link alla mappa siano davvero toccabili.
Il successo di una landing page nasce dalla chiarezza, non dalla decorazione: una promessa, testo breve, pochi campi nel modulo, una pagina veloce. In una prima chiamata conoscitiva, rabbitclip rivede la vostra pagina di campagna attuale su questi quattro punti.
Domande frequenti
Una landing page è la stessa cosa di una homepage?
No, una homepage racconta l'intero marchio; una landing page si concentra sulla promessa unica di una campagna.
Una landing page deve avere un menu superiore?
Di solito no; un menu è una via d'uscita che allontana il visitatore dall'azione principale.
Quanti campi deve avere un modulo?
Il meno possibile; nome, telefono e un campo di preferenza bastano per la maggior parte delle campagne.
Il test A/B vale la pena con qualsiasi budget?
No, con poco traffico non dà un risultato affidabile; in quel caso si seguono le buone pratiche note e la pagina viene rivista con regolarità.
La riprova sociale deve sempre essere una recensione?
No, il logo di un cliente riconoscibile o un esempio concreto possono avere lo stesso effetto; ciò che conta è che la riprova sia reale e verificabile.
